Gp Portogallo F1: exploit a sorpresa per Alpine. Si conferma la McLaren con Norris

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Fra i saliscendi di Portimao, a fare up and down non solo il tracciato, ma anche il midfield. Il pacchetto di mischia di centro gruppo così ravvicinato ha fatto si che fra le prime due gare e l’appuntamento portoghese, i valori in campo cambiassero. Ne è un esempio l’Alpine, che se in Bahrain e ad Imola aveva portato a casa risultati che lasciavano incertezze, nella regione dell’Algarve è arrivato un exploit.

Nella classifica del mondiale che esclude Mercedes, Red Bull e Ferrari dall’assegnazione del punteggio, il colpo grosso di squadra lo fa proprio il team di bandiera francese, anche se la McLaren resta una certezza e dilaga.

Quest’oggi dedichiamo le prime valutazioni proprio a loro. Il team che vede al volante Esteban Ocon e Fernando Alonso, si era messo subito in bella mostra al venerdì. Già nella prima giornata in pista era sembrata, fra quelle di centro gruppo, la monoposto che avesse trovato il miglior feeling con il tracciato, adattandosi ad un circuito dalle condizioni non facili. Condizioni che hanno messo in difficoltà Alonso in qualifica, quando non era andato oltre il Q2; segno che il pilota asturiano non ha ancora trovato la quadra perfetta con la A521 sul giro secco. Lo spirito da combattente però è emerso in gara quando con costanza ha rimontato posizione dopo posizione, chiudendo la gara arpionato al compagno Ocon, che invece ha avuto un fine settimana più lineare. Per la seconda volta consecutiva i due piloti sono arrivati molto ravvicinati alla bandiera a scacchi, segno che forse l’Alpine ha imboccato la strada giusta verso la ricerca di una propria identità.

Una certezza che permane dopo 3 gare porta il nome di Lando Norris. In un fine settimana in cui la McLaren ha affrontato qualche fatica in più rispetto ai primi due appuntamenti, Norris ha mantenuto alta l’asticella delle prestazioni. Infatti già dalle prime sessioni in pista era emersa una MCL35M che non si era ben sposata con il circuito. In qualifica infatti, Daniel Ricciardo ne ha risentito parecchio, con l’esclusione in Q1 figlia di qualcosa che andasse oltre un binomio macchina-pilota non ancora completo. L’australiano però alla domenica ha rimontato fino alla nona piazza, uno dei punti chiave della sua gara è stata la partenza, quando ha recuperato diverse posizioni. Per Norris invece, dopo una partenza al fianco del suo vecchio compagno di squadra Carlos Sainz, in seguito alla ripartenza dal regime di Safety Car ha intavolato un ritmo decisamente superiore alla concorrenza. Tanto che l’inglese possiamo considerarlo il pilota meno inquadrato dalle telecamere, visto che il suo ritmo lo ha portato a gareggiare quasi in solitudine. Un ritmo non sufficiente per il livello dei due top team là davanti, ma di un altro passo rispetto a chi gli è stato alle spalle. È interessante notare come nel confronto con la Ferrari, che con Sainz ha optato per la stessa strategia, l’esito finale sia così disparato proprio per via di un consumo gomme completamente diverso.

Lascia diversi punti interrogativi su quale possa essere il suo valore, l’AlphaTauri. Come ad Imola, ancora una volta il team faentino aveva iniziato il weekend con prospettive che potevano lasciar presagire a prestazioni incoraggianti, per poi prendere una linea calante nel proseguo del fine settimana. Nel post gara, Yuki Tsunoda, ancora in fase di ambientamento, e Pierre Gasly, che ha ottenuto una soddisfazione poco marcata, hanno commentato come il poco grip abbia messo in crisi il bilanciamento della monoposto. C’è però ottimismo in vista di Barcellona, una pista che potrebbe sposarsi meglio con le caratteristiche della monoposto.

Portimao si è rivelata una conferma negativa per l’Aston Martin. Il team di Mr. Stroll, che proprio due mesi fa creava numerose aspettative sulla stagione ventura, ha arrancato non poco. C’è però una nota positiva e riguarda Sebastian Vettel, che è progredito positivamente nel processo di comprensione della sua nuova vettura. In qualifica ha ritrovato la qualificazione per il Q3, guidando una macchina non così agile, oltretutto in condizioni di poco grip. Stroll invece aveva faticato parecchio, restando escluso in Q1. Si sono evidenziate poi le difficoltà in regime di gara, quando è mancata la consistenza adatta per tenere il passo non solo di McLaren e Alpine, ma anche dell’Alfa. A Barcellona arriveranno degli sviluppi che potranno darci qualche indicazione in merito al futuro prossimo.

Fine settimana incolore per l’Alfa Romeo Racing che ha mancato ancora una volta l’appuntamento con la top ten, pur avendo visto un netto miglioramento rispetto alla passata stagione. Il passo di Antonio Giovinazzi in gara può dare dei buoni spunti. In un GP in cui tutti hanno gestito la loro gara senza commettere errori, l’Italiano con il numero 99, si è quindi trovato fuori dal gruppo dei primi dieci. Fortunato invece in occasione del contatto con Kimi Raikkonen, risucchiato dalla sua scia, distratto mentre stava compiendo delle regolazioni sul volante.

Da menzionare infine la prestazione di George Russell in qualifica, che lo ha portato a pochi centesimi dalla sua prima qualificazione per il Q3, sottolineando il miglioramento della Williams sul giro secco. La scuderia inglese invece deve ancora trovare la quadra sul passo gara, vista la rapida regressione dell’inglese nel corso della prima parte di gara.

Classifica piloti

  1. Lando Norris McLaren 77
  2. Daniel Ricciardo McLaren 48
  3. Esteban Ocon Alpine 34
  4. Lance Stroll Aston Martin 28
  5. Pierre Gasly AlphaTauri 25
  6. Fernando Alonso Alpine 24
  7. Yuki Tsunoda AlphaTauri 23
  8. Antonio Giovinazzi Alfa Romeo Racing 18
  9. Kimi Raikkonen Alfa Romeo Racing 14
  10. Sebastian Vettel Aston Martin 9
  11. George Russell Williams 5
  12. Mick Schumacher Haas 1

Classifica costruttori

  1. McLaren 125
  2. Alpine 58
  3. AlphaTauri 48
  4. Aston Martin 37
  5. Alfa Romeo Racing 32
  6. Williams 5
  7. Haas 1

Classifica giri veloci

  1. Lando Norris McLaren 2
  2. Fernando Alonso Alpine 1

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