1950-2020: le auto più vincenti della storia della Formula 1

XVI Bahrain Grand Prix, I Sakhir Grand Prix, XII Abu Dhabi Grand Prix: sono questi gli ultimi tre appuntamenti che decreteranno la fine di questa strana ma interessante stagione di Formula 1. Un campionato che, come accade ininterrottamente dal 2014, ha visto trionfare la Mercedes.

Lewis Hamilton centra il suo settimo sigillo, eguagliando, così, Michael Schumacher; parimenti, la Mercedes conquista il suo settimo titolo Costruttori consecutivo.

Sinora, la Mercedes F1 W11 — monoposto azionata dalla power unit Mercedes M11 EQ Performance — ha ottenuto 12 vittorie (10 Hamilton, 2 Bottas). Un bottino a dir poco eccelso, considerati i “soli” 17 Gran Premi in calendario. Un dominio che, nelle ultime 3 gare, può essere ulteriormente amplificato: la F1 W11, infatti, può facilmente raggiungere quota 15 vittorie.

Quali sono, dunque, i modelli di vetture Formula 1 più vincenti nella storia?

Al primo posto, con 19 vittorie complessive, troviamo ancora una Mercedes. L’anno è il 2016, la vettura in questione è la Mercedes F1 W07. La vettura, nata sotto la direzione tecnica di Paddy Lowe ed azionata dalla power unit PU106C, consente a Nico Rosberg e Lewis Hamilton di dominare la stagione. Rosberg — campione del Mondo — ottiene 9 vittorie, Hamilton 10. Si tratta dell’ultima monoposto iridata prima dell’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici entrati in vigore nel 2017.

Una vettura pressoché perfetta, priva di punti deboli, la quale consente ai due alfieri del Mercedes AMG Petronas F1 Team di marcare punti in ogni gara, salvo tre battute d’arresto: il doppio zero a seguito della collisione al via tra Rosberg ed Hamilton (GP di Spagna) e lo zero marcato dall’inglese in Malesia (rottura motore).

Al secondo posto, con 16 vittorie, troviamo tre monoposto che hanno scritto la storia della F1: la McLaren M23, la Mercedes F1 W05 e la Mercedes F1 W06.

La McLaren M23 costituisce un lampante esempio di monoposto F1 longeva. Facilmente adattabile ai vari — ma sufficientemente stabili e, soprattutto, liberi e snelli — regolamenti tecnici, la M23 debutta in occasione del GP del Sudafrica del 1973. Disegnata da Gordon Coppuck, fa il proprio esordio in quel di Kyalami nelle fila dello Yardley Team McLaren affidata a Denny Hulme: pole-position e 5° posto in gara. Le prime vittorie arrivano già nel 1973: Hulme trionfa ad Anderstorp, Peter Revson a Silverstone e Mosport Park.

Nel 1974, grazie alla M23 spinta dall’altrettanto celeberrimo Cosworth DFV (V8 di 90°, 3000cc, aspirato), la McLaren conquista i suoi primi titoli Piloti e Costruttori. Emerson Fittipaldi — vittorioso in tre GP — si laurea campione del Mondo. Il bis arriva nel 1976. La M23, aggiornata e profondamente modificata in alcune aree, consente a James Hunt (6 vittorie) di laurearsi campione del Mondo.

La sedicesima ed ultima vittoria della M23 si concretizza in occasione del GP USA Est 1976: James Hunt trionfa a Watkins Glen. Con l’introduzione dei nuovi modelli McLaren tra il 1977 ed il 1978, la M23 viene destinata soprattutto ai team privati, quali il Chesterfield Racing, l’Iberia Airlines e il Centro Aseguredor F1 (team facenti capo a Emilio De Villota), il Liggett Group/B&S Fabrications (poi BS Fabrications), il Melchester Racing. L’ultima apparizione della M23 in F1 è datata 10 settembre 1978: a Monza, è Nelson Piquet a portare in gara la M23-Cosworth DFV iscritta dal BS Fabrications.

Appaiate a 16 vittorie vi sono anche le Mercedes F1 W05 e F1 W06, rispettivamente risalenti al 2014 e 2015. Sin dagli albori della nuova era delle motorizzazioni V6 di 1600cc Turbo-ibride, la Mercedes ha imposto il proprio dominio tecnico. La F1 W05, spinta dalla power unit PU106A, si dimostra vettura pressoché impareggiabile: Hamilton vince 11 GP, Rosberg 5. Hamilton e Rosberg si rivelano straripanti anche nel 2015, al volante della rinnovata F1 W06-Mercedes PU106B. L’inglese trionfa in 10 GP, il tedesco in 6, a testimonianza di una supremazia tecnica merito di una monoposto eccelsa ed equilibrata sotto ogni profilo.

A quota 15 vittorie troviamo altre iconiche vetture: la McLaren Mp4/4, la Ferrari F2004 e la Mercedes F1 W10. La McLaren Mp4/4 è, senza dubbio, tra le monoposto di F1 più significative di tutti i tempi. Bellissima, tecnicamente perfetta. Progettata da Gordon Murray e Steve Nichols, è azionata dall’Honda RA168E (V6 di 80°, Turbo, 1500cc). Ayrton Senna ed Alain Prost dominano in lungo e in largo la stagione 1988: su 16 GP in calendario, 15 sono vinti dalla Mp4/4-Honda (7 Prost, 8 Senna).

La Ferrari F2004 è artefice di una annata storica: la vettura di Maranello, tra le massime espressioni dell’era Ross Brawn e Rory Byrne, domina la stagione: Michael Schumacher si aggiudica 13 GP su 18 in calendario, Rubens Barrichello trionfa a Monza e in Cina. Siamo all’apice dell’era dei V10 aspirati di 3000cc ed il Ferrari 053 rappresenta uno dei migliori compromessi tra potenza ed affidabilità.

15 trionfi anche per la Mercedes F1 W10. È cronaca di questi anni, di questi mesi. Si tratta, infatti, della monoposto campione del Mondo 2019. 11 vittorie Hamilton, 4 Bottas e la doppietta (l’ennesima) è servita.

A quota 14 vittorie troviamo altre tre vetture altamente rappresentative: la Ferrari 500, la Lotus 25 e la Ferrari F2002.

Con la Ferrari 500 si ritorna al biennio 1952-1953, quando il Mondiale Piloti viene assegnato con le vetture di Formula 2. Alberto Ascari firma una storica doppietta iridata, dimostrandosi il miglior interprete di questa splendida vettura. Il campione italiano, infatti, si aggiudica 11 vittorie al volante della Ferrari 500 tra il GP del Belgio 1952 ed il GP di Svizzera 1953. Piero Taruffi, Mike Hawthorn e Giuseppe Farina sono i nomi (illustri) degli altri autori di vittorie al volante della mitica 500, partorita dal sommo ingegno di Aurelio Lampredi.

Con la Lotus 25, invece, si torna ai mitici Anni ’60. È in questi anni che nasce ed esplode il mito di Colin Chapman, della sua Lotus e di Jim Clark. La Lotus 25, nella fattispecie, incarna la pura essenza della autentica Formula 1: una vettura tecnicamente all’avanguardia, emulata e ammirata, longeva, sempre competitiva. La Lotus 25 debutta in occasione del GP dei Paesi Bassi del 1962, condotta da Clark. La prima vittoria arriva già sul circuito di Spa-Francorchamps.

Nel 1962 sarà Graham Hill ad imporsi al volante di un’altra monoposto mitica, la BRM P57. Ma è la Lotus 25, tuttavia, a sbalordire. Nel 1963, Clark monopolizza il campionato: 7 vittorie in 10 gare in calendario! Nelle mani di Jim Clark, La Lotus 25 — azionata dal V8 Coventry-Climax (siamo nell’era dei 1500cc aspirati) — non ha rivali. Sarà, infatti, il pilota scozzese il solo a portare al successo la iconica Lotus 25.

Nel 1964, la Lotus 25 inizia ad essere affiancata dalla nuova Lotus 33. Il Team Lotus non è la sola scuderia ad usare il modello 25: dopo il Brabham Racing Organisation nel solo GP di Monaco 1963, ecco aggiungersi il Reg Parnell Racing, compagine che impiegherà le Lotus 25 motorizzate BRM P56 (dal 1966, la cilindrata di questi V8 è maggiorata sino a 2000cc, in ogni caso 1000cc in meno rispetto ai “canonici” 3000cc aspirati in vigore a partire dal 1966) sino al GP d’Olanda del 1967. L’ultima vittoria della Lotus 25 risale al GP di Francia 1965: in quell’occasione, sul tracciato di Clermont-Ferrand, è ancora Jim Clark ad imporsi.

14 trionfi anche per la Ferrari F2002, monoposto che ha segnato un’epoca: quella di Michael Schumacher e di annate letteralmente dominate dal Cavallino. La F2002, tuttavia, debutta (affidata al solo Schumacher) in occasione del GP del Brasile, terzo GP dell’anno. In Australia e Malesia, infatti, la Ferrari schiera ancora la valida e vincente F2001.

Affidata a Schumacher, la F2002 trionfa in 10 occasioni; Barrichello, dal canto suo, fa suoi 4 GP, tra cui il GP d’Italia a Monza.

Williams, Red Bull e Renault sono scuderie — ancora attive — che possono vantare un invidiabile curriculum.

La Williams più vincente è la FW18, a quota 12 vittorie. È il 1996: Adrian Newey e Patrick Head sfoderano la FW18. Azionata dal V10 di 67° Renault RS8 (3000cc aspirato), questa monoposto consente a Damon Hill di vincere il titolo Piloti. Il figlio d’arte inglese si aggiudica 8 Gran Premi, il debuttante Jacques Villeneuve (vicecampione), invece, trionfa in 4 occasioni.

La Red Bull con più successi all’attivo è la RB9: 13 trionfi per la monoposto curata da Adrian Newey. Siamo nel 2013. Sebastian Vettel, al suo quarto e sinora ultimo titolo iridato, impone un dominio imbarazzante. Vince 13 GP dei 19 in calendario; ben 9 le vittorie consecutive (dal GP del Belgio al GP del Brasile). Ad azionare la vettura, l’ultimo V8 di 90° aspirato di 2400cc iridato: il Renault RS27-2013.
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Renault, infine, piazza due sue auto a quota 8 vittorie: sono la R25 e la R26, rispettivamente risalenti al 2005 e 2006. Stiamo parlando, pertanto, delle monoposto grazie alle quali Fernando Alonso ha conquistato i suoi due titoli Piloti.

La R25 è azionata dal V10 aspirato Renault RS25, ultimo 10 cilindri iridato di F1 prima dell’era dei V8. Alonso si impone in 7 GP, Giancarlo Fisichella in un solo GP, al debutto in Australia. La R26, invece, inaugura la stagione dei V8 di 90° aspirati di 2400cc, era terminata nel 2013. Nata ancora sotto la direzione tecnica di Robert Bell, la R26 si aggiudica 7 corse con Alonso ed una con Fisichella.

Dal 2021, si riapre la caccia al record di vittorie detenuto dalla Mercedes F1 W07. E con ben 23 GP in calendario, la Mercedes ed i suoi più accreditati avversari possono cercare di scalfire tale primato.

a caccia è aperta.

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